come costruire un profilo LinkedIn efficace
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Chiedi all’esperto: come faccio a costruire un profilo LinkedIn efficace?

Filippo Meraldi, VP Digital Marketing di Jobrapido, ci ha dato qualche utile consiglio su come strutturare al meglio il nostro profilo LinkedIn e consolidare la nostra brand reputation.

Ricercare opportunità professionali in Italia e nel mondo, connettersi con altri professionisti del settore consolidare la propria brand reputation. LinkedIn, il social network del lavoro per eccellenza, è tutto questo ma non solo.

È il proprio CV in formato digitale. Una vetrina di noi stessi sul web, che racconta il nostro percorso lavorativo passato e presente, le nostre competenze e le nostre esperienze sul campo. Ma come strutturarlo al meglio? Quali sono le best practice da seguire e quali gli errori assolutamente da evitare?

Abbiamo chiesto aiuto a Filippo Meraldi, VP Digital Marketing di Jobrapido, che ci ha dato qualche consiglio utile per non sbagliare.

Quali sono le regole d’oro del profilo LinkedIn perfetto?

LinkedIn è il nostro biglietto da visita digitale. È fondamentale, quindi, che ci rappresenti con coerenza e che sia curato in ogni suo aspetto.

Partiamo dalla foto profilo, per esempio. È stato dimostrato che i profili con foto ottengono 10 volte in più le visualizzazioni di quelli che non ce l’hanno. Le caratteristiche vincenti? Deve essere professionale, chiara, autentica. Meglio un mezzo busto sorridente a colori e su sfondi neutri; da evitare assolutamente foto scattate in vacanza con sfondi paesaggistici o espressioni poco professionali.

Subito sotto al vostro nome, trovate il sommario. LinkedIn lo attinge direttamente dal titolo lavorativo dell’ultima posizione ricoperta, ma può essere modificato e rappresenta la migliore e più immediata opportunità di comunicare cosa facciamo ai recruiter. Utilizzate questo spazio per comunicare la vostra expertise invece della vostra posizione ed evitate descrizioni poco concrete. Meglio descriversi come esperto nell’ottimizzazione dei processi amministrativi piuttosto che come “financial growth hacker” etc.

Ultimo consiglio: non dimenticatevi di descrivere tutte le vostre esperienze. Quelle più vecchie dovranno essere più sintetiche ma nessuna va tralasciata in quanto risulterebbe una mancanza di cura o, peggio ancora, un atteggiamento volto a dare poca rilevanza ad un lavoro svolto in passato. Tutti i lavori che presentate parlano di voi e comunicano il vostro percorso professionale.

Ci sono delle sezioni del profilo che è possibile saltare o sono tutte importanti e rilevanti?

Più il vostro profilo sarà completo e curato, maggiore sarà la qualità e la professionalità che comunicherete di voi stessi. È consigliato arricchire di dettagli ogni sezione, purché abbiate i contenuti giusti e gli “allegati” adatti. Avete partecipato come relatore a una conferenza? Inseritelo. Allegandoci magari una foto o un contributo video che dimostri la vostra partecipazione.

Le parole chiave, i TAG, sono un elemento spesso tralasciato dagli utenti: una pratica sbagliata, perché molti sistemi di recruiting oggi sono semi automatizzati e quelle parole possono aiutarvi a farvi scovare.

Le referenze sono probabilmente l’ultimo passo per ottenere un profilo completo; è importante averne di recenti ma soprattutto di rilevanti. Evitiamo di chiederle ad amici è parenti. È sempre consigliato farsele fare da persone più senior.

Quali sono le tre cose assolutamente da evitare quando compiliamo il nostro profilo?

Oltre a quelle sopra menzionate, direi di evitare buchi temporali all’interno del percorso lavorativo: meglio inserire un periodo sabbatico che lasciare uno spazio vuoto tra due lavori.

Curare meticolosamente la lingua e mantenerla estremamente sintetica, evitando errori di grammatica, refusi, ridondanze o autocelebrazioni.

Una volta costruito un profilo professionale ricordatevi di non utilizzare LinkedIn come un qualunque altro social media; è un luogo dedicato ai professionisti e postare foto di vacanze o commentare post altrui con linguaggi inappropriati potrebbe avere ripercussioni infelici sulla propria professionalità.