Entro il 2035 costituiranno almeno un miliardo della forza lavoro nel mondo.
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Lavorare viaggiando: come diventare un nomade digitale

Entro il 2035 costituiranno almeno un miliardo della forza lavoro nel mondo.

L’ultimo report dell’agenzia J. Walter Thompson Intelligence sui più importanti cambiamenti dei prossimi anni individua due trend che guideranno il mondo del lavoro del futuro: lo smart working, ovvero un modello di organizzazione del lavoro più flessibile con l’accesso da remoto ai dati aziendali, e il nomadismo digitale.

Che cos’è un nomade digitale?

Il nomade digitale è principalmente un freelance o un libero professionista – libero quindi da vincoli di orario e di sede – specializzato in un lavoro che si svolge principalmente sul web e con l’utilizzo di tecnologie digitali. Non ha necessariamente bisogno di un ufficio fisso, ma è appunto un “nomade”, cioè un lavoratore in grado di poter svolgere la propria professione da qualsiasi luogo che abbia una connessione Wi-Fi. A formare questo ecosistema di “viaggiatori” sono quindi imprenditori, esperti della comunicazione, Web designer, programmatori informatici, social media manager, content specialist e così via.

Come si diventa un nomade digitale?

Alcuni studi sostengono che almeno un miliardo di lavoratori entro il 2035 saranno nomadi digitali. E probabilmente anche voi, in futuro, potreste prendere in considerazione questa idea. Ma da dove partire? E, soprattutto, cosa serve per intraprendere questo cambio di rotta nel vostro percorso lavorativo?

Dovete innanzitutto porvi degli obiettivi chiari e concreti a breve termine ed essere consapevoli di avere progetti ed entrate almeno per i successivi sei mesi. Poiché non avrete uno stipendio fisso, considerate di mettere da parte una somma che vi permetterà di ammortizzare eventuali spese extra o impreviste (magari liberandovi di tutte quelle cose che non vi serviranno più, come la macchina).

Dovete poi farvi pubblicità e puntare tutto su voi stessi per valorizzare al massimo i vostri punti di forza, quello che vi rende unici e differenti rispetto agli altri concorrenti. Quindi, comunicare in maniera efficace cosa sapete fare, come lo sapete fare, quali benefici portate e perché gli altri dovrebbero scegliere proprio voi. Insomma, dovrete impostare una vera e propria strategia di personal branding per promuovervi sul web, attraverso i social, un blog, una pagina vetrina o un sito vero e proprio, in maniera efficace.

Fondamentale è anche la conoscenza della lingua inglese. Un requisito imprescindibile, che vi permetterà sia di spostarvi in un qualsiasi posto decidiate, sia di accrescere il vostro portfolio di clienti.

E adesso… dove mi trasferisco?

Dall’America all’Europa, dall’Asia all’Africa e all’America Latina, le possibilità sono infinite e decidere dove trasferirsi può essere impegnativo. La prima cosa da fare per restringere l’elenco delle destinazioni è capire il costo della vita. Dovrete infatti essere in grado di permettervi l’affitto, il cibo ed eventuali attività extra, in modo da poter vivere senza preoccupazioni. Valutate anche la sicurezza del luogo di destinazione, ciò che può offrirvi e se rispecchia la vostra personalità e il vostro modo di vivere.

In questa scelta, possono tornarvi utili siti internet come Nomadlist.com, una vera e propria community di nomadi digitali che condividono i consigli e le loro personali esperienze di vita.